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  • Un mese sono solo 720 ore !

    Pubblicato il maggio 6th, 2009 Clara Nessun commento

    Salve,

    torno qui in questo spazio virtuale dopo più di un mese, perchè come tutti sanno in Abruzzo c’è stato  ben poco da ridere di questi tempi.

    Dunque non me la sentivo di scrivere su tematiche che esulassero dallo stato d’animo della popolazione aquilana  dopo il  terremoto; nè mi interessava speculare emotivamente sull’accaduto.

    Ma oggi ad un mese dal terremoto che ha ucciso quasi 300 persone, voglio ricordare a tutti che un mese sono solo 720 ore,  e che nella mente delle persone colpite , tutto si è fermato alle 3.32 del 6 aprile 2009 .

    Per noi che non viviamo direttamente la tragedia, il tempo scorre come sempre, ma per loro no; per molti la vita gira intorno e anche se l’impegno è tanto, non si ha l’impressione di andare davvero avanti ……perchè per troppe persone la meta è offuscata dal dolore e dalla paura.

    Per chi ha vissuto sulla propria pelle la perdita, anche se il corpo vive ancora, sa che  l’anima  è franata , lo sguardo perso , l’Io svuotato.

    Queste persone sono diventate come molte case viste nei tg in questi giorni, l’apparente facciata rimasta in piedi , nasconde i solai crollati …il vuoto interno !

    Anche io sono Abruzzese,  per fortuna vivendo nel Teramano  non ho avuto danni di nessuna natura, se non una grande paura e un grande sgomento pensando  ogni ora allo stato d’animo delle persone che hanno perso dei cari.

    Lo scopo di questo articolo è solo parlare ancora dell’accaduto per non dimenticare , scriverò ancora,  tra uno, due, tre anni , perchè purtroppo il tempo passerà ma le ferite di una madre che ha perso un figlio ad esempio resteranno.

    Non voglio sollevare critiche sulle responsabilità vere o presunte della mano del’uomo, non è mia competenza;  io mi occupo della ricostruzione dell’anima, e purtroppo so perfettamente che in Psicologia non scompare nulla.Quello che non diciamo,  che  non tiriamo fuori, o che non vogliamo vedere rimane comunque ….e fa male.

    Purtroppo non è il momento di chiedersi PERCHE’, ma COME, ovvero come si può migliorare questa condizione.

    Nei prossimi articoli cercherò, (senza fare riferimento diretto al terremoto in Abruzzo ) di mettere in luce come evitare di finire nella spirale del ..”ma perchè è successo a me” ( in senso lato ), in modo da cambiare punti di vista; cercherò di riportare ( non con poca fatica ) questa rubrica all’originario scopo, ovvero migliorare la vita approcciando la stessa  con positività e possibilmente con il sorriso sulle labbra.

    Vorrei che tutti  fossero alla guida della nostra  vita e non esserne solo i passeggeri passivi.

    Per oggi però voglio solo che no si dimentichi.

    CLARA

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